Quando si parla di musei a Bergamo il primo nome è quasi sempre l'Accademia Carrara. Giusto, ma è solo una parte del quadro. Una buona metà dei musei che vale la pena vedere sta fuori città, nei paesi e nelle valli: dentro una fornace dell'Ottocento, in una casa contadina del Quattrocento, nella villa estiva di un papa.

Questa lista parte da dove siamo noi, gli Almenno, e scende verso Bergamo passando per Valle Imagna, Val Brembana e Isola Bergamasca. Sono dieci musei diversi tra loro per dimensioni e argomento, e si possono combinare in giornate di visita anche con le chiese romaniche del Lemine.

I dieci musei in breve

  1. Museo del Falegname Tino Sana, Almenno San Bartolomeo
  2. Fornace Parietti, Almenno San Bartolomeo
  3. Museo di Scienze Naturali Severo Sini, Villa d'Almè
  4. Museo Valdimagnino, Strozza
  5. Museo della Valle, Zogno
  6. Museo dei Tasso e della Storia Postale, Cornello dei Tasso
  7. Ca' Maitino e Casa natale di Papa Giovanni XXIII, Sotto il Monte
  8. Accademia Carrara, Bergamo
  9. Museo Diocesano Adriano Bernareggi, Bergamo
  10. GAMeC, Bergamo

Mappa dei musei: dagli Almenno a Bergamo

Abbiamo diviso i dieci musei in quattro zone.

Le prime tre tappe sono a pochi minuti l'una dall'altra, tra Almenno San Bartolomeo e Villa d'Almè, e si fanno comodamente in una mattina. Da qui la strada si divide. Verso nord-ovest sale la Valle Imagna, con il museo etnografico di Strozza. Verso nord risale la Val Brembana, con Zogno e, più in alto, il borgo di Cornello. Verso sud-ovest, oltre il Brembo, c'è l'Isola Bergamasca con Sotto il Monte.

Gli ultimi tre musei sono a Bergamo, tra Città Alta e la zona dell'Accademia Carrara. Dagli Almenno la città si raggiunge in auto in poco tempo, quindi si può anche partire da lì e chiudere la giornata in valle.

I musei degli Almenno

1. Museo del Falegname Tino Sana

Tino Sana (1936-2020) rimase orfano durante la Seconda guerra mondiale e costruì da zero un'azienda di arredi in legno che lavorava per alberghi e navi da crociera. Per tutta la vita raccolse attrezzi, banchi e macchine da falegname. Nel 1987 la raccolta diventò un museo, che dal 2000 occupa la sede attuale: tre piani e 3.500 metri quadri.

Aereo della Grande Guerra con struttura in legno sospeso nel Museo del Falegname Tino Sana, con le biciclette della sala Gimondi
L'aereo della Grande Guerra al Museo Tino Sana; sullo sfondo le biciclette della sala dedicata a Felice Gimondi.

Il percorso è fatto di dodici botteghe ricostruite con gli utensili originali: il seggiolaio, il bottaio, il carradore, lo zoccolaio, il liutaio, il maestro d'ascia che costruiva le barche. Poi ci sono pezzi che non ti aspetti, come un aereo della Grande Guerra con la struttura in legno, una collezione di burattini e i carri dipinti di diverse regioni italiane. Una sala è dedicata a Felice Gimondi, amico di Sana, con maglie rosa e biciclette del campione bergamasco che vinse Giro, Tour e Vuelta. Fuori dal museo funziona ancora una segheria ad acqua.

Piace molto alle famiglie, perché quasi tutto si capisce guardando, senza bisogno di leggere i pannelli. Scheda completa: Museo del Falegname Tino Sana.

2. Museo della Fornace Parietti

Dal 1835 al 1960 la famiglia Parietti estrasse argilla dalle cave vicine e la cosse per farne coppi e mattoni, per quattro generazioni. Molte case e cascine della Bergamasca sono state costruite con questi laterizi.

Le volte in mattoni del forno della Fornace Parietti ad Almenno San Bartolomeo durante il restauro
Le volte in mattoni del forno della Fornace Parietti, fotografate durante il restauro.

Il pezzo forte è il forno ottagonale: sedici camere a volta disposte in cerchio intorno a un nucleo centrale, collegate da condotti che portavano fumo e calore verso la ciminiera. Le pareti sono ancora annerite e in alcuni punti si vedono le impronte dei mattoni impilati. Il restauro ha aggiunto passerelle, coperture in acciaio e vetro e un'illuminazione nuova senza toccare la struttura originale.

La fornace è gestita dalla Fondazione Lemine e sta a pochi passi dal Museo Tino Sana e dalla Rotonda di San Tomè: le tre visite si combinano bene. Scheda completa: Fornace Parietti.

3. Museo di Scienze Naturali Severo Sini (Villa d'Almè)

Severo Sini (1930-1997) era nato in Francia, a Berck-sur-Mer, e si stabilì a Villa d'Almè dopo il matrimonio. Speleologo e naturalista, per decenni raccolse minerali, fossili e insetti in Val Brembana e nelle altre valli bergamasche. Nel 1973 la collezione era diventata troppo grande per una casa e nacque il museo civico, oggi intitolato a lui.

Vetrine con uccelli imbalsamati e minerali nel Museo di Scienze Naturali Severo Sini di Villa d'Almè
Le vetrine di zoologia e mineralogia del Museo Severo Sini.

Si vedono oltre mille specie minerali, fossili che vanno dal Triassico al Pliocene (ammoniti, pesci, crostacei e anche frammenti di elefante), migliaia di conchiglie fossili della collezione Guglieri e una raccolta di farfalle italiane. Accanto alle vetrine ci sono tablet con schede e quiz pensati per i ragazzi.

Villa d'Almè confina con Almenno San Salvatore: in auto sono circa dieci minuti. Scheda completa: Museo Severo Sini.

Le valli: Imagna e Brembana

4. Museo Valdimagnino (Strozza)

È il museo etnografico della Valle Imagna, in una casa del Seicento chiamata Ca' del Maestro. Raccoglie gli oggetti di tutti i giorni di una valle di contadini, boscaioli e allevatori: attrezzi da lavoro, utensili da cucina, strumenti per il latte. Spesso la visita è accompagnata da volontari che spiegano come si usava ogni oggetto.

La parte più curiosa è la ghiacciaia, raggiungibile con un passaggio sotterraneo. D'inverno la neve veniva gettata nella stanza interrata da un'apertura nel selciato della piazza. Lì si compattava in ghiaccio, che serviva a conservare il cibo nei mesi caldi. La ghiacciaia è stata usata fino agli anni Trenta del Novecento.

È un museo piccolo e la visita dura poco. Ha senso abbinarlo a una giornata in Valle Imagna, magari con il santuario della Cornabusa.

5. Museo della Valle (Zogno)

Nel 1979 Vittorio Polli donò la sua casa di Zogno per farne un museo sugli usi e i mestieri della Val Brembana. Tre anni dopo, nel 1982, il museo ricevette una menzione speciale allo European Museum of the Year Award di Stoccolma.

Le sale espositive sono dodici e ognuna ricostruisce un ambiente o un mestiere: la fucina del fabbro, la bottega del calzolaio, gli attrezzi del boscaiolo, la cucina, la camera da letto, l'osteria, la lavorazione del latte. In un cortile esterno sono esposti carri e macchine agricole. È un museo riconosciuto da Regione Lombardia e oggi è gestito dalla Fondazione Polli-Stoppani.

Zogno è all'imbocco della Val Brembana. Dagli Almenno ci si arriva in poco tempo passando per Villa d'Almè.

6. Museo dei Tasso e della Storia Postale (Cornello dei Tasso)

Cornello è un borgo medievale sopra il Brembo, nel comune di Camerata Cornello. Non ci si arriva in auto: l'ultimo tratto si fa a piedi lungo una mulattiera. Da qui viene la famiglia Tasso, che a partire dal Quattrocento organizzò i servizi postali per Venezia, per lo Stato Pontificio e per l'imperatore Massimiliano I. Il ramo tedesco, i Thurn und Taxis, gestì poi le poste di mezza Europa fino al 1866.

Il museo ha aperto nel 1991 in una casa rurale del Quattrocento. In quattro sale racconta la genealogia della famiglia, il funzionamento delle poste a cavallo e la storia delle comunicazioni fino al telegrafo e oltre. Una parte è dedicata ai poeti Bernardo e Torquato Tasso, l'autore della «Gerusalemme liberata», legati alla stessa famiglia.

È la tappa più lontana di questa lista, ma la passeggiata nel borgo vale da sola il viaggio.

Isola Bergamasca

7. Ca' Maitino e Casa natale di Papa Giovanni XXIII (Sotto il Monte)

Angelo Giuseppe Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, nacque a Sotto il Monte nel 1881. Il paese oggi porta il suo nome e conserva due luoghi da vedere: la casa natale e Ca' Maitino.

Ca' Maitino era la casa dove Roncalli passava le vacanze estive quasi ogni anno dal 1925 al 1958, prima da vescovo e poi da cardinale. Le stanze sono rimaste com'erano: la cappella privata, la camera da letto con i mobili originali, lo studio e la biblioteca. Molti oggetti arrivano dal Vaticano, compresi il letto in cui morì e il crocifisso che teneva sul comodino. A ordinare questa raccolta fu il suo segretario personale, il cardinale Loris Capovilla.

Per chi visita le chiese romaniche degli Almenno, Sotto il Monte è un buon complemento: un altro capitolo della storia religiosa del territorio, molto più vicino a noi nel tempo.

Bergamo città

8. Accademia Carrara

Il conte Giacomo Carrara (1714-1796) fondò la pinacoteca nel Settecento e la lasciò alla città insieme a una scuola di pittura. Oggi la collezione conta circa 1.800 dipinti, oltre 3.000 disegni e più di 8.000 stampe. Nel percorso espositivo ci sono più di 300 opere dal Quattrocento all'Ottocento: Pisanello, Mantegna, Giovanni Bellini, Botticelli, Raffaello, Tiziano, e due pittori molto legati a Bergamo, Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni.

Il museo ha riaperto nel 2015 dopo sette anni di lavori, e nel 2023 l'allestimento è stato rinnovato di nuovo. Se avete tempo per un solo museo in città, è questo. Leggi anche: la mostra dedicata a Giacomo Carrara.

9. Museo Diocesano Adriano Bernareggi

Il museo porta il nome del vescovo Adriano Bernareggi, che guidò la diocesi dal 1936 al 1953 e avviò la tutela del patrimonio artistico delle parrocchie bergamasche. La prima sede aprì nel 1961. Dal 27 settembre 2025 il museo si trova nell'antico palazzo vescovile di Città Alta, tra la Cappella Colleoni e la Curia, con ingresso da piazza Duomo.

Le opere esposte sono una sessantina, dal Trecento al Novecento: Lorenzo Lotto, Moroni, Carlo Ceresa, nove nature morte con strumenti musicali di Evaristo Baschenis e cinque sculture di Giacomo Manzù. Il percorso comprende anche l'Aula Picta, una sala del XII secolo con affreschi medievali, e si collega al Battistero e ai resti della cattedrale paleocristiana sotto il Duomo.

Dopo una visita alle nostre pievi romaniche è il museo che completa meglio il discorso sull'arte sacra bergamasca.

10. GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea

La GAMeC ha aperto nel 1991 negli spazi dell'ex monastero di Santa Maria del Paradiso, di fronte all'Accademia Carrara. Il monastero fu fondato dai Serviti nel 1498 e in seguito diventò una caserma degli Alpini.

La collezione permanente è dedicata al Novecento: c'è una sezione su Giacomo Manzù, le raccolte Spajani e Stucchi, opere di Kandinsky, De Chirico e Morandi. Ma la GAMeC è conosciuta soprattutto per le mostre temporanee, che cambiano spesso. Con «Pensare come una montagna – La Biennale delle Orobie» porta avanti anche un programma che mette in contatto artisti contemporanei e paesi delle Orobie.

Carrara e GAMeC sono una di fronte all'altra: si possono visitare nella stessa mezza giornata. Leggi anche: le nuove mostre della GAMeC.

Un itinerario di un giorno tra musei e romanico

Ecco un esempio di giornata che tiene insieme musei e chiese romaniche senza troppi chilometri.

Mattina. Si parte dal Museo del Falegname Tino Sana e si prosegue alla Fornace Parietti, a pochi passi. Da lì si raggiunge a piedi o in auto la Rotonda di San Tomè, la chiesa romanica a pianta circolare simbolo degli Almenno.

Pranzo. Negli Almenno ci sono trattorie e ristoranti per tutti i budget: trovate le nostre schede nella sezione ristoranti.

Pomeriggio. Due possibilità. Chi vuole restare in zona sale in Valle Imagna verso il Museo Valdimagnino di Strozza e chiude con San Giorgio in Lemine. Chi preferisce la città scende a Bergamo per la Carrara e la GAMeC, che sono una di fronte all'altra.

Con i bambini

L'abbinamento migliore è Tino Sana più Severo Sini: botteghe, burattini e fossili nello stesso giorno, con dieci minuti di strada tra un museo e l'altro.

Altri musei e luoghi da vedere nei dintorni

Se avete già visto i dieci musei della lista, o cercate qualcosa di diverso:

  • Museo di Scienze Naturali Enrico Caffi (Bergamo): in Città Alta, con sale di zoologia, paleontologia e mineralogia. Ottimo con i bambini.
  • Campanone e Museo delle Storie (Bergamo): si sale sulla torre civica di piazza Vecchia per vedere la città dall'alto.
  • Palazzo Moroni (Bergamo): palazzo seicentesco con affreschi, quadri di Moroni e un grande giardino in Città Alta.
  • Villa Camozzi e Villa Suardi: due ville storiche nei dintorni degli Almenno.

Consigli pratici per la visita

  • Controllate gli orari prima di partire. Molti musei di valle aprono solo nel fine settimana o su prenotazione, e gli orari cambiano con la stagione. Il sito ufficiale di ogni museo o del comune è la fonte più affidabile.
  • Valutate l'Abbonamento Musei Lombardia. Diversi musei di questa lista fanno parte del circuito, tra cui il Museo della Valle e il Museo dei Tasso. Conviene se pensate di visitarne più di due o tre in un anno.
  • Per Cornello calcolate tempo in più. L'ultimo tratto si fa a piedi e il borgo merita una passeggiata anche fuori dal museo.
  • Con i bambini puntate su Tino Sana, Severo Sini e Caffi: sono i musei con più cose da vedere e toccare.

Domande frequenti

Quali sono i musei più importanti di Bergamo?

Per la pittura antica l'Accademia Carrara, una delle pinacoteche più ricche d'Italia, con Raffaello, Botticelli, Mantegna, Lotto e Moroni. Per l'arte contemporanea la GAMeC. Per l'arte sacra il Museo Bernareggi, che dal 2025 ha sede nell'antico palazzo vescovile di Città Alta.

Quali musei visitare con i bambini in provincia di Bergamo?

Il Museo del Falegname Tino Sana di Almenno San Bartolomeo, con botteghe ricostruite, burattini e un aereo d'epoca; il Museo Severo Sini di Villa d'Almè, con minerali, fossili e tablet interattivi; il Museo di Scienze Naturali Caffi a Bergamo.

Cosa vedere ad Almenno oltre alle chiese romaniche?

Due musei a pochi passi l'uno dall'altro: il Museo del Falegname Tino Sana e la Fornace Parietti, un forno per laterizi rimasto in funzione dal 1835 al 1960. A dieci minuti c'è il Museo Severo Sini di Villa d'Almè.

Si possono visitare più musei in un giorno?

Sì, se si scelgono musei vicini. Tino Sana e Fornace Parietti stanno insieme in una mattina; Accademia Carrara e GAMeC sono una di fronte all'altra. Conviene evitare di mettere nello stesso giorno Cornello dei Tasso e i musei di città, perché sono in direzioni opposte.

Fonti delle informazioni: siti ufficiali dei musei, Regione Lombardia – Musei riconosciuti, Santuario Papa Giovanni XXIII. Testo della redazione di Fondazione Lemine. Immagini: archivio Fondazione Lemine.

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